<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Emilia by food &#187; Cibo e arte</title>
	<atom:link href="http://www.emiliabyfood.it/category/cibo-e-arte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.emiliabyfood.it</link>
	<description>Racconti, video, interviste dalla filiera alimentare emiliana</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 May 2010 17:16:46 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Seconda parte.</title>
		<link>http://www.emiliabyfood.it/cristoforo-munari-pittore-reggiano-1670-1720-dalla-buona-tavola-alla-splendida-tela-seconda-parte/</link>
		<comments>http://www.emiliabyfood.it/cristoforo-munari-pittore-reggiano-1670-1720-dalla-buona-tavola-alla-splendida-tela-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo e arte]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emiliabyfood.it/?p=1118</guid>
		<description><![CDATA[Ma Munari non presta attenzione solo alla cucina di campagna; la sua opera è soprattutto il trionfo della tavola imbandita, degna di una ricca corte europea. Le composizioni, che sono state definite in Cristoforo Munari, un maestro della natura morta (1999) da Daniele Benati, “aulico-decorative” celebrano di volta in volta i coloratissimi tappeti orientali, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Munari non presta attenzione solo alla cucina di campagna; la sua opera è soprattutto il trionfo della tavola imbandita, degna di una ricca corte europea. Le composizioni, che sono state definite in <em>Cristoforo Munari, un maestro della natura morta</em> (1999) da Daniele Benati, “aulico-decorative” celebrano di volta in volta i coloratissimi tappeti orientali, i raffinati merletti e la straordinaria, luccicante argenteria in accordo perfetto con le trasparenze dei cristalli; ne pervade del resto il baluginio, il dolce sapore di sciroppi e liquori pregiati. Tra le diverse specialità di bevande e vini hanno un posto di privilegio il rosolio e il sidro, ottenuto dalla fermentazione alcolica di  mele, in particolare cotogne, oltre che pere.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 332px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="322" height="356" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>C’è spazio anche per lo strumento astronomico, quello musicale e gli straordinari, antichi orologi … per esempio nella natura morta di Como, collezione privata. Si può realmente dire che, l’intero mondo dei sensi entri nell’opera di Cristoforo Munari e incontri la durezza dei legni e dei metalli, il vetro e le svariate preziosità provenienti dall’Asia, dall’Africa e dalle Americhe. Sono tanti i prodotti d’importazione che fanno presenza nelle composizioni del nostro pittore reggiano: le porcellane cinesi, intarsiate in blu cobalto su fondo bianco e il bucchero messicano, degno antenato del diffusore di profumo per ambienti, in argilla rossa. Pare che, questo oggetto fosse legato alla frequentazione da parte del Munari dell’ambiente mediceo, al quale si deve, in Italia, la diffusione della scienza degli odori.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 386px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/2.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="376" height="493" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>E davvero su queste tavole imbandite, l’aroma delle spezie, raccolte e separate nelle diverse scatoline di carta colorata come accade in una composizione fiorentina di Bonaventura Gandi (1680-1734), allievo di Livio Mehus, s’incontra con l’intenso profumo di cioccolata calda, spesso accompagnata da polvere di peperoncino, cannella o più raramente addolcita con lo zucchero (a partire soprattutto dal XVIII secolo).</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 385px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/3.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="375" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Anche Agostino Stringa (attivo a Modena sul finire del XVII secolo), nell’opera della collezione Matteo Campori di Modena, aggiunge ad un abbraccio di frutta autunnale particolarmente matura e saporita, una bellissima scatola in legno di “chioccolata fina”.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 386px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/4.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="376" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Infine, la disposizione  di cioccolatiere, teiere dorate e caffettiere fanno presupporre il servizio delle pregiate bevande con le croccanti ciambelle dalla caratteristica forma arrotondata, fette biscottate e savoiardi.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 387px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/5.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="377" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Lo “stile aristocratico” del Munari riflette l’attitudine tipicamente signorile e barocca al collezionismo nella tipologia degli oggetti rappresentati, un richiamo attento alla <em>wunderkammer</em> tardo-cinquecentesca. Arte e natura s’incontrano qui nella definizione del concetto di “armonia e contrasto” dove anche lo strano, l’irregolare, il bizzarro e perché no, il deforme trovano felicemente la loro collocazione nell’ordine del creato. Le straordinarie composizioni di conchiglie, tra le quali spicca per bellezza il nautilus, proveniente dalle Indie Orientali, richiamano in modo evidente l’opera di Bartolomeo Bimbi, soprattutto nell’intento preciso di classificazione scientifica. E’ veramente un’opera, quella di Munari, d’incontro tra il reale e l’ideale, il ricco e il povero, tra le diverse identità e culture di un antico mondo perduto, così affascinante da rimanerne l’ombra nella memoria di chi, ancora, vuole conservare le sue ultime tracce rimaste.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 389px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/6.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="379" height="217" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Le immagini sono state tratte dal catalogo della mostra su Cristoforo Munari tenutasi a Reggio Emilia e sopra citata a Palazzo Magnani Rocca nel 1999, curata da Sandro Parmiggiani, Daniele Benati e Francesca Baldassari</p>
<p><img src="file:///C:/Users/vmanini/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emiliabyfood.it/cristoforo-munari-pittore-reggiano-1670-1720-dalla-buona-tavola-alla-splendida-tela-seconda-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Prima parte.</title>
		<link>http://www.emiliabyfood.it/cristoforo-munari-pittore-reggiano-1670-1720-dalla-buona-tavola-alla-splendida-tela-prima-parte/</link>
		<comments>http://www.emiliabyfood.it/cristoforo-munari-pittore-reggiano-1670-1720-dalla-buona-tavola-alla-splendida-tela-prima-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo e arte]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cristoforo munari]]></category>
		<category><![CDATA[lambrusco]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emiliabyfood.it/?p=1053</guid>
		<description><![CDATA[Premessa: con questo post inauguriamo un nuovo percorso che ci porterà a raccontare il rapporto fra il cibo e la storia dell&#8217;arte.
L&#8217;autrice è Olga, qui il suo profilo in fase di aggiornamento nel momento in cui scrivo.
 
Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Prima parte.

Gli straordinari scorci boscosi intrisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa: con questo post inauguriamo un nuovo percorso che ci porterà a raccontare il <strong>rapporto fra il cibo e la storia dell&#8217;arte</strong>.<br />
L&#8217;autrice è Olga, <a href="http://www.emiliabyfood.it/autori/" target="_blank">qui il suo profilo</a> in fase di aggiornamento nel momento in cui scrivo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Prima parte.<br />
</strong></p>
<p>Gli straordinari scorci boscosi intrisi di luce o nebbia, interrotti solo da innumerevoli fiumiciattoli e rigagnoli d’acqua contraddistinguono bene l’antica conformazione territoriale della Bassa Reggiana, punteggiata qua e là di grandi piazze con portico e pievi di campagna.</p>
<p>Il buon carattere, la felice propensione al “godimento del bello e del buono” unito a quella sana “voglia di lavorare” ha infatti da sempre caratterizzato l’indole dei suoi abitanti. E a tavola non si è mai scherzato … neanche nel XVII secolo, quando a Novellara regnavano l’imparruccatissimo Camillo III Gonzaga e la feroce moglie, Matilde d’Este, celebre per complotti, veleni e trabocchetti.</p>
<p>Cristoforo Munari ha lasciato testimonianza preziosa, attraverso la sua opera, del sapiente accordo tra arte e cucina.</p>
<p>Nel filone delle cosiddette tavole “rustiche”, Cristoforo Munari dispone con eleganza le specialità della nostra cucina contadina: il parmigiano-reggiano e il lambrusco, prodotti di eccellenza della fertile terra reggiana, particolarmente orientata all’allevamento di bovini e alla coltura intensiva di vite. Nelle due nature morte, conservate nei depositi di Palazzo Pitti a Firenze e in quella della Walpole Gallery di Londra, parmigiano e lambrusco in fiasco trovano degna collocazione accanto ad un tegamino di uova, a cartocci di salame affettato, prosciutti, verdure e frutta, che presumibilmente come altra proviene dall’antico Ort dla bòuna Sdòra: cocomeri, meloni, mele cotogne, melagrane e tanti, tanti fichi.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 428px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari1.jpg"><img class="size-full wp-image-1054 " title="munari1" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari1.jpg" alt="cristoforo munari a emiliabyfood" width="418" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">cristoforo munari a emiliabyfood</p></div>
<div id="attachment_1055" class="wp-caption alignnone" style="width: 407px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari2.jpg"><img class="size-full wp-image-1055" title="munari2" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari2.jpg" alt="cristoforo munari a emiliabyfood" width="397" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">cristoforo munari a emiliabyfood</p></div>
<div id="attachment_1056" class="wp-caption alignnone" style="width: 367px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari3.jpg"><img class="size-full wp-image-1056" title="munari3" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari3.jpg" alt="cristoforo munari a emiliabyfood" width="357" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">cristoforo munari a emiliabyfood</p></div>
<p>Nella composizione del 1705 di Reggio Emilia, non sono un liuto e un clavicembalo ad accompagnare l’intonazione di un madrigale ma una chitarra battente per una semplice serenata d’amore.</p>
<div id="attachment_1059" class="wp-caption alignnone" style="width: 457px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari4.png"><img class="size-full wp-image-1059 " title="munari4" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari4.png" alt="Cristoforo Munari su emiliabyfood" width="447" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari su emiliabyfood</p></div>
<p>Da non dimenticare inoltre la presenza dell’antica ghiacciaia, utilizzata per tenere in fresco le pietanze e l’immancabile pan fat in cà, in quegli antichi forni senza camino muniti di porcilaia o pollaio sottostante; il vecchio forno era pertanto caratterizzato dal ciundór, coperchio di chiusura in legno o in ferro e sappiamo che la bída ed vaca era necessaria per stablìrel. In Munari non si vede ancora la tradizionale ciopa ed pàn a manina ma ancora la morbida pagnotta scura. Tra gli amici del pane emiliano, presso le famiglie di tradizione casalinga, ha ancora particolare rilevanza la fuìeda (sfoglia), sempre preparata sulla tuliróla cun la canéla;  tra gli ingredienti necessari alla lavorazione della fuìeda vengono spesso menzionati al cavagnin d’ov frésch e la fareina sdaséda (farina setacciata). Tra i piatti invece più diffusi nella tradizione contadina della nostra bassa ricordiamo la polenta, la zuppa di pane nel brodo, la panata di pane bollito nell’acqua e condito con burro e formaggio grattugiato, la tevdûra con uovo sbattuto nel formaggio grattugiato poi immerso nel brodo di cottura del riso, a sua volta condito con patate, fagioli, piselli, verza, zucca, pollo. Dal maiale, venivano ricavati salame e prosciutto ma anche i grasô e al sânghev frít, da cui la famosa frase: <strong>dal gugiól a n’s’búta via gnînt!</strong></p>
<p>Fine della prima parte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.emiliabyfood.it/cristoforo-munari-pittore-reggiano-1670-1720-dalla-buona-tavola-alla-splendida-tela-prima-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
