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	<title>Emilia by food &#187; Generale</title>
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	<description>Racconti, video, interviste dalla filiera alimentare emiliana</description>
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		<title>Corsi di 2° livello per Assaggiatori di Parmigiano Reggiano</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 12:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano (A.P.R.), organizza durante tutto il mese di aprile, il corso per 2° livello di assaggiatore professionale di Parmigiano Reggiano.
Ovviamente non possono mancare interessanti approfondimenti sugli aspetti tecnici, aspetti che non vanno tralasciati al fine di comprendere meglio il risultato del lavoro dell&#8217;uomo e della naturale stagionatura del nostro Grande Formaggio.
Tenere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.assaggiatori.parmigiano-reggiano.it/" target="_blank">Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano (A.P.R.)</a>, organizza durante tutto il mese di aprile, il corso per 2° livello di assaggiatore professionale di Parmigiano Reggiano.<br />
Ovviamente non possono mancare interessanti approfondimenti sugli aspetti tecnici, aspetti che non vanno tralasciati al fine di comprendere meglio il risultato del lavoro dell&#8217;uomo e della naturale stagionatura del nostro Grande Formaggio.<br />
Tenere in considerazione e conoscere le tecniche di produzione e le variabili che possono intervenire durante la stagionatura, è importante per affrontare un&#8217;analisi sensoriale più consapevole e il meno &#8220;soggettiva&#8221; possibile.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1152" href="http://www.emiliabyfood.it/corsi-di-2%c2%b0-livello-per-assaggiatori-di-parmigiano-reggiano/latte/"><img class="aligncenter" title="latte" src="../wp-content/uploads/latte-425x237.jpg" alt="latte" width="425" height="237" /></a></p>
<p>Il corso è sia a Parma che a Reggio Emilia.</p>
<p>Per Parma, le date sono:<br />
6 &#8211; 8 &#8211; 13- 15 -20 -22 -27 aprile dalle 20,30 alle 22,20 e 8 maggio alla mattina. Presso Agriform in Via Torelli, 17.</p>
<p>Per Reggio Emilia le date sono:<br />
12 &#8211; 14 &#8211; 19 &#8211; 21 &#8211; 26 &#8211; 28 aprile dalle 20,20 alle 22,30  e 3 maggio al mattino.<br />
Presso il Consorzio Parmigiano Reggiano in Via Kennedy, 18.</p>
<p>In entrambi i casi l&#8217;ultima giornata di maggio, sarà riservata ad una allegra scampagnata al <a href="http://www.museidelcibo.com/page.asp?IDCategoria=217&amp;IDSezione=912&amp;ID=298790" target="_blank">museo del Parmigiano Reggiano di Soragna (PR)</a>.</p>
<p>Posti limitati ovviamente (telefonare allo 0522-506160).</p>
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		<title>Un convegno sul Balsamico Tradizionale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[aceto balsamico tradizionale batteria analisi sensoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Per gli amanti degli aspetti tecnici ma anche per chi si vuole avvicinare a piccoli passi a questo mondo, sabato prossimo si terrà a Reggio Emilia un interessante convegno sul Balsamico Tradizionale e su alcune problematiche ad esso collegate.

Pensiamo solo alle implicazioni che pone il tema &#8220;qualità e resa della batteria&#8221;. Un appuntamento senza dubbio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per gli amanti degli aspetti tecnici ma anche per chi si vuole avvicinare a piccoli passi a questo mondo, sabato prossimo si terrà a Reggio Emilia un interessante convegno sul Balsamico Tradizionale e su alcune problematiche ad esso collegate.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1146" href="http://www.emiliabyfood.it/un-convegno-sul-balsamico-tradizionale/balsamico/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1146" title="balsamico" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/balsamico-300x425.jpg" alt="balsamico" width="300" height="425" /></a></p>
<p>Pensiamo solo alle implicazioni che pone il tema &#8220;qualità e resa della batteria&#8221;. Un appuntamento senza dubbio da non perdere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Atelier del Gusto</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[atelier del gusto]]></category>
		<category><![CDATA[reggio children]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Eccellenza&#8221; e &#8220;qualità&#8221; sono termini abusati di questi tempi.
Ne abbiamo però veri esempi proprio a casa nostra.
Reggio Children è uno di questi, è uno dei motivi per cui, l&#8217;operosa ma silenziosa Reggio Emilia, è conosciuta nel mondo.
I suoi progetti, i suoi laboratori, la loro visione è modello per altre eccellenze. Da tutto il mondo.
Ogni anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Eccellenza&#8221; e &#8220;qualità&#8221; sono termini abusati di questi tempi.</p>
<p>Ne abbiamo però veri esempi proprio a casa nostra.</p>
<p><a href="http://zerosei.comune.re.it/italiano/reggiochildren.htm" target="_blank">Reggio Children</a> è uno di questi, è uno dei motivi per cui, l&#8217;operosa ma silenziosa Reggio Emilia, è conosciuta nel mondo.</p>
<p>I suoi progetti, i suoi laboratori, la loro visione è modello per altre eccellenze. Da tutto il mondo.</p>
<p>Ogni anno migliaia di delegazioni internazionali approdano a Reggio Emilia per conoscere questa mondo.</p>
<p>Reggio Children sta iniziando una nuova avventura, e la presenterà stasera al <a href="http://zerosei.comune.re.it/italiano/aperto/index.htm" target="_blank">Centro Internazionale Loris Malaguzzi</a>.</p>
<p>E&#8217; quella dell&#8217;<strong>Atelier del Gusto</strong>. Un territorio generoso come il nostro, come quello Emiliano, non poteva che lanciare un segnale così forte verso i &#8220;pilastri&#8221; di una cultura del &#8220;gusto&#8221; e di un corretto approccio al cibo.</p>
<p>E Reggio Children non poteva che farlo con l&#8217;universo &#8220;bambino&#8221; al centro. Al fine di formare coscienze consapevoli che saranno il nostro futuro.</p>
<p>Da non perdere inoltre, le cuoche degli asili di Reggio Emilia, alle prese con i fornelli.</p>
<p>Non si sa mai, magari è anche una bella occasione per tornare un po&#8217; bambini.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1137" href="http://www.emiliabyfood.it/latelier-del-gusto/invito-atelier-del-gusto-2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1137" title="Invito atelier del gusto" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/Invito-atelier-del-gusto-425x202.jpg" alt="Invito atelier del gusto" width="425" height="202" /></a></p>
<p>Comunicato stampa:</p>
<p>&#8220;In occasione del compleanno di Loris Malaguzzi,<br />
martedì 23 febbraio dalle ore 18.00,<br />
al  Centro Internazionale Loris Malaguzzi<br />
verrà presentato il progetto Verso l&#8217;atelier di gusto.</p>
<p>A seguire, in diversi spazi del Centro Internazionale,<br />
le cuoche dei nidi e delle scuole dell&#8217;infanzia racconteranno ricette ed esperienze<br />
e la Circoscrizione Nordest porterà la tradizione reggiana con un laboratorio di tortelli.</p>
<p>Frutta, Verdura, Cereali, Legumi ed Aromi i temi delle ricette e dell&#8217;installazione curata da Slow Food.</p>
<p>Gli allestimenti saranno realizzati dagli atelieristi dell’Atelier Raggio di Luce e dai partecipanti<br />
al Corso di formazione per atelieristi.&#8221;</p>
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		<title>Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Seconda parte.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo e arte]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma Munari non presta attenzione solo alla cucina di campagna; la sua opera è soprattutto il trionfo della tavola imbandita, degna di una ricca corte europea. Le composizioni, che sono state definite in Cristoforo Munari, un maestro della natura morta (1999) da Daniele Benati, “aulico-decorative” celebrano di volta in volta i coloratissimi tappeti orientali, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Munari non presta attenzione solo alla cucina di campagna; la sua opera è soprattutto il trionfo della tavola imbandita, degna di una ricca corte europea. Le composizioni, che sono state definite in <em>Cristoforo Munari, un maestro della natura morta</em> (1999) da Daniele Benati, “aulico-decorative” celebrano di volta in volta i coloratissimi tappeti orientali, i raffinati merletti e la straordinaria, luccicante argenteria in accordo perfetto con le trasparenze dei cristalli; ne pervade del resto il baluginio, il dolce sapore di sciroppi e liquori pregiati. Tra le diverse specialità di bevande e vini hanno un posto di privilegio il rosolio e il sidro, ottenuto dalla fermentazione alcolica di  mele, in particolare cotogne, oltre che pere.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 332px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="322" height="356" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>C’è spazio anche per lo strumento astronomico, quello musicale e gli straordinari, antichi orologi … per esempio nella natura morta di Como, collezione privata. Si può realmente dire che, l’intero mondo dei sensi entri nell’opera di Cristoforo Munari e incontri la durezza dei legni e dei metalli, il vetro e le svariate preziosità provenienti dall’Asia, dall’Africa e dalle Americhe. Sono tanti i prodotti d’importazione che fanno presenza nelle composizioni del nostro pittore reggiano: le porcellane cinesi, intarsiate in blu cobalto su fondo bianco e il bucchero messicano, degno antenato del diffusore di profumo per ambienti, in argilla rossa. Pare che, questo oggetto fosse legato alla frequentazione da parte del Munari dell’ambiente mediceo, al quale si deve, in Italia, la diffusione della scienza degli odori.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 386px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/2.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="376" height="493" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>E davvero su queste tavole imbandite, l’aroma delle spezie, raccolte e separate nelle diverse scatoline di carta colorata come accade in una composizione fiorentina di Bonaventura Gandi (1680-1734), allievo di Livio Mehus, s’incontra con l’intenso profumo di cioccolata calda, spesso accompagnata da polvere di peperoncino, cannella o più raramente addolcita con lo zucchero (a partire soprattutto dal XVIII secolo).</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 385px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/3.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="375" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Anche Agostino Stringa (attivo a Modena sul finire del XVII secolo), nell’opera della collezione Matteo Campori di Modena, aggiunge ad un abbraccio di frutta autunnale particolarmente matura e saporita, una bellissima scatola in legno di “chioccolata fina”.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 386px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/4.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="376" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Infine, la disposizione  di cioccolatiere, teiere dorate e caffettiere fanno presupporre il servizio delle pregiate bevande con le croccanti ciambelle dalla caratteristica forma arrotondata, fette biscottate e savoiardi.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 387px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/5.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="377" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Lo “stile aristocratico” del Munari riflette l’attitudine tipicamente signorile e barocca al collezionismo nella tipologia degli oggetti rappresentati, un richiamo attento alla <em>wunderkammer</em> tardo-cinquecentesca. Arte e natura s’incontrano qui nella definizione del concetto di “armonia e contrasto” dove anche lo strano, l’irregolare, il bizzarro e perché no, il deforme trovano felicemente la loro collocazione nell’ordine del creato. Le straordinarie composizioni di conchiglie, tra le quali spicca per bellezza il nautilus, proveniente dalle Indie Orientali, richiamano in modo evidente l’opera di Bartolomeo Bimbi, soprattutto nell’intento preciso di classificazione scientifica. E’ veramente un’opera, quella di Munari, d’incontro tra il reale e l’ideale, il ricco e il povero, tra le diverse identità e culture di un antico mondo perduto, così affascinante da rimanerne l’ombra nella memoria di chi, ancora, vuole conservare le sue ultime tracce rimaste.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 389px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"></a><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/1.JPG"><img class="size-full wp-image-1120" title="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/6.JPG" alt="Cristoforo Munari a Emiliabyfood" width="379" height="217" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari a Emiliabyfood</p></div>
<p>Le immagini sono state tratte dal catalogo della mostra su Cristoforo Munari tenutasi a Reggio Emilia e sopra citata a Palazzo Magnani Rocca nel 1999, curata da Sandro Parmiggiani, Daniele Benati e Francesca Baldassari</p>
<p><img src="file:///C:/Users/vmanini/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Video: Spinatura o rottura della cagliata nella produzione del Parmigiano-Reggiano</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 08:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quinta puntata del video sulla produzione del Parmigiano Reggiano, come sempre insieme al Mastro Casaro Cristian Pederzoli del Caseificio Castellazzo.
Di seguito al video trovate la trascrizione integrale dell’intervista.
CP: Cristian Pederzoli, Mastro Casaro del Caseificio Castellazzo.
I: Intervistatore, Andrea Bezzecchi.
Video: Spinatura o rottura della cagliata nella produzione del Parmigiano-Reggiano








CP: La fase del coagulo. Che cosa succede? Succede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quinta puntata del video sulla produzione del Parmigiano Reggiano, come sempre insieme al Mastro Casaro <strong>Cristian Pederzoli </strong>del Caseificio Castellazzo.</p>
<p><strong>Di seguito al video trovate la trascrizione integrale dell’intervista.</strong></p>
<p>CP: Cristian Pederzoli, Mastro Casaro del Caseificio Castellazzo.<br />
I: Intervistatore, <strong>Andrea Bezzecchi</strong>.</p>
<p><em>Video: Spinatura o rottura della cagliata nella produzione del Parmigiano-Reggiano</em><br />
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=t9Xm7LgATgE"><img src="http://img.youtube.com/vi/t9Xm7LgATgE/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p></p>
<p>CP: La fase del coagulo. Che cosa succede? Succede che da latte liquido passiamo a gel: vedi? E allora alla consistenza giusta decisa dal casaro si inizia a rompere questo… questa massa di gel enorme . Si inizia a rompere con lo spino, che poi vedremo nelle fasi successive, e si cerca di portare la cagliata il più omogeneo possibile  a una granulometria  intorno al grano di frumento.</p>
<p>I: Adesso cosa stai controllando?</p>
<p>CP. Adesso sto controllando quando è il momento giusto…Ok, questo è il momento giusto e adesso lui inizia la fase della spinatura. E’ suddivisa in tre fasi: la prima fase è la rottura, che è una fase molto delicata perché la cagliata è ancora abbastanza debole, dopo c’è la parte dove si prende velocità e la cagliata inizia a contrarsi , a far l’effetto sineresi dove spurga il siero, e  poi l’andiamo a pareggiare con lo spino elettrico.</p>
<p>I: Infatti qua vediamo che va molto piano, no?</p>
<p>CP: Sì, infatti adesso inizia a schiarire, inizia già a vedersi il verde. Questa fase qua… La sua capacità di spinare è molto importante perché se lui sbaglia la spinatura o va troppo forte,  oltre che avere poi delle possibili anomalie durante la fase di asciugatura, si perde anche del formaggio, si perde della resa. In una caldaia così io perderei due chili di formaggio e è facilissimo… Dunque sono fasi che bisogna stare molto concentrati e guardare a quello che si fa.<br />
Questa è la fase veloce, è la fase dove si va ad amalgamare un po’ la cagliata, poi dopo questa fase qua viene messo giù lo spino elettrico che andiamo ad omogeneizzare il tutto.</p>
<p>Ok, siamo arrivati.</p>
<p>I: Questo io penso che sia uno di quei…  di quei passaggi dove il casaro mette la sua impronta , no un po’?</p>
<p>CP: Sì, senz’altro. Se ci sono dei passaggi diciamo di arte sono questi. Sono queste le fasi dove il casaro deve mettere proprio la sua impronta. Ogni fase diciamo che fa il casaro è una fase delicata, e lì, anche nella spillatura del latte  si decide come intervenire sul grasso poi, sulle dosi… sul  rapporto grasso/caseina che anche quello incide sulla qualità del latte.</p>
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		<title>Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Prima parte.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Olga</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa: con questo post inauguriamo un nuovo percorso che ci porterà a raccontare il rapporto fra il cibo e la storia dell&#8217;arte.
L&#8217;autrice è Olga, qui il suo profilo in fase di aggiornamento nel momento in cui scrivo.
 
Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Prima parte.

Gli straordinari scorci boscosi intrisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa: con questo post inauguriamo un nuovo percorso che ci porterà a raccontare il <strong>rapporto fra il cibo e la storia dell&#8217;arte</strong>.<br />
L&#8217;autrice è Olga, <a href="http://www.emiliabyfood.it/autori/" target="_blank">qui il suo profilo</a> in fase di aggiornamento nel momento in cui scrivo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cristoforo Munari, pittore reggiano (1670 -1720): dalla buona tavola alla splendida tela. Prima parte.<br />
</strong></p>
<p>Gli straordinari scorci boscosi intrisi di luce o nebbia, interrotti solo da innumerevoli fiumiciattoli e rigagnoli d’acqua contraddistinguono bene l’antica conformazione territoriale della Bassa Reggiana, punteggiata qua e là di grandi piazze con portico e pievi di campagna.</p>
<p>Il buon carattere, la felice propensione al “godimento del bello e del buono” unito a quella sana “voglia di lavorare” ha infatti da sempre caratterizzato l’indole dei suoi abitanti. E a tavola non si è mai scherzato … neanche nel XVII secolo, quando a Novellara regnavano l’imparruccatissimo Camillo III Gonzaga e la feroce moglie, Matilde d’Este, celebre per complotti, veleni e trabocchetti.</p>
<p>Cristoforo Munari ha lasciato testimonianza preziosa, attraverso la sua opera, del sapiente accordo tra arte e cucina.</p>
<p>Nel filone delle cosiddette tavole “rustiche”, Cristoforo Munari dispone con eleganza le specialità della nostra cucina contadina: il parmigiano-reggiano e il lambrusco, prodotti di eccellenza della fertile terra reggiana, particolarmente orientata all’allevamento di bovini e alla coltura intensiva di vite. Nelle due nature morte, conservate nei depositi di Palazzo Pitti a Firenze e in quella della Walpole Gallery di Londra, parmigiano e lambrusco in fiasco trovano degna collocazione accanto ad un tegamino di uova, a cartocci di salame affettato, prosciutti, verdure e frutta, che presumibilmente come altra proviene dall’antico Ort dla bòuna Sdòra: cocomeri, meloni, mele cotogne, melagrane e tanti, tanti fichi.</p>
<div id="attachment_1054" class="wp-caption alignnone" style="width: 428px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari1.jpg"><img class="size-full wp-image-1054 " title="munari1" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari1.jpg" alt="cristoforo munari a emiliabyfood" width="418" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">cristoforo munari a emiliabyfood</p></div>
<div id="attachment_1055" class="wp-caption alignnone" style="width: 407px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari2.jpg"><img class="size-full wp-image-1055" title="munari2" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari2.jpg" alt="cristoforo munari a emiliabyfood" width="397" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">cristoforo munari a emiliabyfood</p></div>
<div id="attachment_1056" class="wp-caption alignnone" style="width: 367px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari3.jpg"><img class="size-full wp-image-1056" title="munari3" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari3.jpg" alt="cristoforo munari a emiliabyfood" width="357" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">cristoforo munari a emiliabyfood</p></div>
<p>Nella composizione del 1705 di Reggio Emilia, non sono un liuto e un clavicembalo ad accompagnare l’intonazione di un madrigale ma una chitarra battente per una semplice serenata d’amore.</p>
<div id="attachment_1059" class="wp-caption alignnone" style="width: 457px"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari4.png"><img class="size-full wp-image-1059 " title="munari4" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/munari4.png" alt="Cristoforo Munari su emiliabyfood" width="447" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Munari su emiliabyfood</p></div>
<p>Da non dimenticare inoltre la presenza dell’antica ghiacciaia, utilizzata per tenere in fresco le pietanze e l’immancabile pan fat in cà, in quegli antichi forni senza camino muniti di porcilaia o pollaio sottostante; il vecchio forno era pertanto caratterizzato dal ciundór, coperchio di chiusura in legno o in ferro e sappiamo che la bída ed vaca era necessaria per stablìrel. In Munari non si vede ancora la tradizionale ciopa ed pàn a manina ma ancora la morbida pagnotta scura. Tra gli amici del pane emiliano, presso le famiglie di tradizione casalinga, ha ancora particolare rilevanza la fuìeda (sfoglia), sempre preparata sulla tuliróla cun la canéla;  tra gli ingredienti necessari alla lavorazione della fuìeda vengono spesso menzionati al cavagnin d’ov frésch e la fareina sdaséda (farina setacciata). Tra i piatti invece più diffusi nella tradizione contadina della nostra bassa ricordiamo la polenta, la zuppa di pane nel brodo, la panata di pane bollito nell’acqua e condito con burro e formaggio grattugiato, la tevdûra con uovo sbattuto nel formaggio grattugiato poi immerso nel brodo di cottura del riso, a sua volta condito con patate, fagioli, piselli, verza, zucca, pollo. Dal maiale, venivano ricavati salame e prosciutto ma anche i grasô e al sânghev frít, da cui la famosa frase: <strong>dal gugiól a n’s’búta via gnînt!</strong></p>
<p>Fine della prima parte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vigna Migliolungo, Cantina Sociale di Arceto e Regio Istituto Zanelli</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 15:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine del 1800, nasceva a Reggio per volontà regia, l&#8217;Istituto Agrario Zanelli, che divenne ben presto noto, in ambito di scienza agricola, per essere fra i primi e migliori d&#8217;Italia nel suo genere, per docenti e progetti realizzati.
A tutt&#8217;oggi l&#8217;Istituto rimane un riferimento, nel suo genere, anche, forse, per la vocazione preminentemente agricola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine del 1800, nasceva a Reggio per volontà regia, l&#8217;<strong>Istituto Agrario Zanelli</strong>, che divenne ben presto noto, in ambito di scienza agricola, per essere fra i primi e migliori d&#8217;Italia nel suo genere, per docenti e progetti realizzati.</p>
<p>A tutt&#8217;oggi l&#8217;Istituto rimane un riferimento, nel suo genere, anche, forse, per la vocazione preminentemente agricola e zootecnica del territorio reggiano, che lo ha poi affiancato con, per molti anni, l&#8217;unica realtà universitaria locale di agraria.</p>
<p>All&#8217;Istituto Zanelli, dove giungono docenti da tutta Italia, sono in essere progetti assai interessanti, di recupero di antiche varietà ortofrutticole (frutti e piante), nonchè della ormai conosciutissima <strong>Vacca Rossa Reggiana</strong>, ormai considerata la miglior interprete del prodotto caseario base del nostro Reggiano Parmigiano.</p>
<p>Tra i frutti antichi, le vetuste VARIETA&#8217; VITICOLE Reggiane hanno avuto, qui nei prati attigui all&#8217;Istituto, la loro centralità, allargando il semplice esercizio di recupero di singoli ceppi, nell&#8217;impianto invece di un vero vigneto, chiamato &#8220;MIGLIOLUNGO&#8221;.</p>
<p>Ne nacque così la speranza, per allievi e docenti, di poterlo tradurre in vino, tuttavia per alcuni anni le cantine reggiane interpellate non raccolsero la sfida, vedendola come un inutile gioco di scienza e non di numeri di vendita e produzione.</p>
<p>Stà di fatto che <strong>CANTINA SOCIALE di ARCETO</strong>, nella persona di <strong>LUCA TOGNOLI</strong>, il suo enologo, si lasciò conquistare dal progetto e provò a vinificare le uve ANTICHE rosse, qui mixate nel numero di 40, di cui 21 Lambrusche. E ne uscì un vino, che dagli scaffali dell&#8217;<strong>Enoteca Le Querce</strong>, dove dapprima venne venduto, non riusciva neanche ad arrivare dato che gli avventori un pò per il basso costo, un pò per quel &#8220;ricordo del lambrusco d&#8217;una volta&#8221;, lo bruciavano via in men che non si dica.</p>
<p><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/bottiglie.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-1001" title="bottiglie" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/bottiglie.JPG" alt="bottiglie" width="420" height="242" /></a></p>
<p>La vigna aumentò le sue proporzioni iniziali e crebbero di numero le bottiglie, oggi 12.000, decretando la fama dei 3 interpreti della vicenda: Istituto Zanelli, le Antiche Varietà e Cantina d&#8217;Arceto. Tutti contenti insomma, fino ad arrivare increduli alla passerella inaspettata della rivista di settore Spirito Divino che, in una ormai storica degustazione alla cieca di Lambruschi, lo definì in assoluto il migliore fra tutti.</p>
<p>E così luci della ribalta e affezionato pubblico, hanno rilanciato anche per Reggio il mito delle uve autoctone: siamo quasi certi che altri accetteranno la sfida del recupero archeologico delle Uve Antiche Reggiane.</p>
<p>Laura Zini</p>
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		<title>Azienda Agricola Le Barbaterre</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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Come primo capitolo del viaggio attraverso le Cantine, i personaggi e i luoghi autentici del vino reggiano, vorrei cominciare da un&#8217;azienda che da quest&#8217;anno, ha deciso di dedicarsi, perfezionando il lavoro svolto negli ultimi tempi, esclusivamente alle bollicine.
Nobili, si intende, quelle vere, del metodo classico, da uve Pinot Nero, e nel tradizionalissimo rifermentato in bottiglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="../wp-content/uploads/PICT03501.JPG" alt="PICT0350" width="424" height="314" /></p>
<p style="text-align: center"><img src="../wp-content/uploads/PICT03481.JPG" alt="PICT0348" width="424" height="314" /></p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-944" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/PICT0353.JPG" alt="PICT0353" width="424" height="314" /></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left">Come primo capitolo del viaggio attraverso le Cantine, i personaggi e i luoghi autentici del vino reggiano, vorrei cominciare da un&#8217;<a href="http://www.barbaterre.com/index.htm">azienda</a> che da quest&#8217;anno, ha deciso di dedicarsi, perfezionando il lavoro svolto negli ultimi tempi, esclusivamente alle bollicine.</p>
<p style="text-align: left">Nobili, si intende, quelle vere, del metodo classico, da uve Pinot Nero, e nel tradizionalissimo rifermentato in bottiglia da uve Lambrusco, che, a quanto pare, sta avendo un ritorno di fiamma, tra i consumatori, del tutto inaspettato, se si considera la maggior difficoltà di comprensione degli aromi, non sempre così ammiccanti e immediati di questa tipologia.</p>
<p style="text-align: left">La struttura aziendale è davvero notevole e dal forte impatto passionale, quella del proprietario Massimiliano che con estrema volontà e credo ferreo nel biologico, ha investito grandi risorse nell&#8217;impianto di belle viti, anche non autoctone, quali la Garganega veneta e il Pinot Nero, appunto, notorio vitigno difficile da domare per molti ed estremamente selettivo verso l&#8217;ambiente pedoclimatico.</p>
<p style="text-align: left">Fare vini buoni e credibili è l&#8217;intento principale di Max, che dopo le prime esperienze ha tarato meglio i suoi obiettivi enologici, avvalendosi di consulenti esterni di provata esperienza.</p>
<p style="text-align: left">Le <a href="http://www.barbaterre.com">Barbaterre</a> a <a href="http://www.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=quattro+castella&amp;sll=44.635935,10.47531&amp;sspn=0.121175,0.362206&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Quattro+Castella+Reggio+nell%27Emilia,+Emilia+Romagna,+Italia&amp;t=h&amp;z=12">Bergonzano di Quattro Castella</a>, sono assolutamente da visitare, per i panorami aspri, i declivi scoscesi e verdissimi, l&#8217;intreccio fra bosco, natura e qui vigneto e ulivi, che già Matilde introdusse proprio in quest&#8217;angolo, culla di &#8220;reggianità&#8221;:appena dietro i 4 Colli del Comune di Quattro Castella, e appena avanti il baluardo storico del Castello Vero Matildico di Canossa.</p>
<p style="text-align: left">Attendiamo perciò fiduciosi, le nuove creature del nostro Enrico IV, della viticoltura Reggiana!</p>
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: right">Laura Zini</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><img src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/PICT0361.JPG" alt="PICT0361" width="424" height="314" /></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left">Ps: le Barbaterre produce anche Olio Extra Vergine d&#8217;Oliva, e anche questa è una bella sorpresa per il nostro territorio.</p>
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: center"><img src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/PICT03471.JPG" alt="PICT0347" width="424" height="314" /></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #781242">Azienda Agricola Bedogni</span></strong><br />
42020 Bergonzano<br />
Quattro Castella (RE)<br />
tel. +39 335 8053454<br />
tel. +39 347 8733838<br />
fax +39 0522 516577<br />
email <a title="scrivi" href="mailto:az.agr.bedogni@sp3.it?subject=Richiesta%20informazioni">az.agr.bedogni@sp3.it</a></p>
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		<title>Il Baratto Wine Day (e non solo) diventa realtà</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[baratto wine day]]></category>
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		<description><![CDATA[
Per la serie &#8220;uomo avvisato, mezzo salvato&#8221;, si è pregati di prendere l&#8217;agenda degli impegni e fare un bel segno su domenica 29 novembre  
Il Baratto Wine Day (BWD per gli anglo-siglofoni) si concretizzerà in terra (gonzaghesco)Emiliana, e cioè a Reggiolo, proprio quella domenica.
Cos&#8217;è il Baratto Wine Day?? Le prime informazioni e il programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-932" href="http://www.emiliabyfood.it/il-baratto-wine-day-e-non-solo-diventa-realta/baratt/"><img class="aligncenter" title="baratt" src="../wp-content/uploads/baratt-283x425.jpg" alt="baratt" width="283" height="425" /></a></p>
<p>Per la serie &#8220;uomo avvisato, mezzo salvato&#8221;, si è pregati di prendere l&#8217;agenda degli impegni e fare un bel segno su domenica 29 novembre <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il Baratto Wine Day (BWD per gli anglo-siglofoni) si concretizzerà in terra (gonzaghesco)Emiliana, e cioè a <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;q=reggiolo&amp;ie=UTF8&amp;gl=it&amp;ei=YhrzSsuIE8uD4QbkubjjAw&amp;ved=0CAsQ8gEwAA&amp;hq=&amp;hnear=Reggiolo+Reggio+nell%27Emilia,+Emilia+Romagna&amp;t=h&amp;z=12">Reggiolo</a>, proprio quella domenica.</p>
<p>Cos&#8217;è il Baratto Wine Day?? Le prime informazioni e il programma ad opera del creatore dell&#8217;idea, Davide Cocco nel <a href="http://www.barattowineday.it/">sito attivato appositamente www.barattowineday.it</a></p>
<p>In pratica quella domenica, nella rocca di Reggiolo, dalla mattina a metà pomeriggio sarà possibile <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baratto">barattare</a> le tue bottiglie numerose, quelle che non incontrano piu&#8217; il tuo gusto perchè cambiato, quelle bottiglie regalate ma non azzeccate, etc&#8230; un mercato di libero scambio senza moneta, dove il valore intrinseco lo decidi tu, un lambrusco potrebbe essere benissimo scambiato con uno champagne (anche se il primo vale molto di più <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  e così via.</p>
<p>Poi ci sarà il &#8220;mangia-col-vignaiolo&#8221;, pranzo-incontro di condivisione e conoscenza dei produttori e dei loro vini, in un contesto informale, come a pranzo tra amici. Basta con i banchi divisori, basta con le barriere tra produttore e fruitore!! <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Altre sorprese verranno svelata cammin facendo, intanto segna la data!</p>
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		<title>Una serata a tutto Lambrusco!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 18:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[bollicine]]></category>
		<category><![CDATA[cognento]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[enoteca 67]]></category>
		<category><![CDATA[la grande abbuffata]]></category>
		<category><![CDATA[lambrusco]]></category>
		<category><![CDATA[vino frizzante]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nata dalle menti frizzanti di quei Patatoni de La Grande Abbuffata, la prima serata di studio sui lambruschi si terrà domani sera all&#8217;enoteca 67 di Massimo Barbolini a Carpi (Mo).
Inizio alle 19,30.
Circa 7 i campioni che verranno assaggiati alla cieca presi da produttori sparsi tra le province di Reggio Emilia, Modena e Parma.
Certo, forse pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-720" href="http://www.emiliabyfood.it/una-serata-a-tutto-lambrusco/degustaz/"><img class="aligncenter" title="degustaz" src="../wp-content/uploads/degustaz-318x425.jpg" alt="degustaz" width="318" height="425" /></a></p>
<p>Nata dalle menti frizzanti di quei <a href="http://lagrandeabbuffata.wordpress.com/">Patatoni de La Grande Abbuffata</a>, la prima serata di studio sui lambruschi si terrà domani sera all&#8217;<a href="http://unbicchierealgiorno.blogspot.com/">enoteca 67 di Massimo Barbolini</a> a Carpi (Mo).</p>
<p>Inizio alle 19,30.</p>
<p>Circa 7 i campioni che verranno assaggiati alla cieca presi da produttori sparsi tra le province di Reggio Emilia, Modena e Parma.</p>
<p>Certo, forse pochi per essere una porzione rappresentativa, infatti di serate così ce ne saranno altre.</p>
<p>La degustazione avverrà a locale chiuso, le bottiglie rese anonime quindi per fortuna ci sarà la possibilità di concentrarsi sulle amate bollicine (divise tra fermentazioni naturali in bottiglia e metodi charmat) senza confusione e senza condizionamenti.</p>
<p>Detto questo non è che gli amanti di allegre comitive da trattoria devono prendere paura e girare alla larga infatti, alla fine,  tutti a <a href="http://www.cognento.it">Cognento</a> per due tortelli in compagnia e per condividere i risultati.</p>
<p>Qualche posto è ancora libero, le bollicine migliori del pianeta vi aspettano! <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-  UPDATE</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/andreabez/sets/72157622565544865/">Qui qualche scatto</a> della serata e <a href="http://www.intravino.com/vino/lambruschisti-insieme-appassionatamente/">qui considerazioni </a>a caldo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La madre dell&#8217;aceto, questa sconosciuta</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aceto Balsamico]]></category>
		<category><![CDATA[Come si fa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[madre aceto]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche domenica scorsa mi è stato chiesto (implorato) di procurare &#8220;un po&#8217; di madre&#8221; in un vasetto per &#8220;un amico (ristoratore) disposto a pagare qualsiasi cosa&#8221;.
Senza poi parlare del cliente dagli Stati Uniti ha voluto che gli spedissi a tutti i costi un vasetto con dentro della madre, per poterla utilizzare nella sua produzione casalinga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche domenica scorsa mi è stato chiesto (implorato) di procurare &#8220;<em>un po&#8217; di madre</em>&#8221; in un vasetto per &#8220;<em>un amico (ristoratore) disposto a pagare qualsiasi cosa&#8221;</em>.</p>
<p>Senza poi parlare del cliente dagli Stati Uniti ha voluto che gli spedissi a tutti i costi un vasetto con dentro della madre, per poterla utilizzare nella sua produzione casalinga di aceto.</p>
<p>Un passo indietro. Ma cos&#8217;è &#8217;sta <em>madre</em>?</p>
<p>Molti di noi l&#8217;avranno vista nelle botti o nelle damigiane dove i nonni mettevano i rimasugli del vino.</p>
<p>Quella sostanza gelatinosa che si forma (solitamente) sulla superficie del liquido. Un po&#8217; blob, un po&#8217; budino, sostanza semi-spaventosa che non si sa bene come trattare e che, nell&#8217;immaginario collettivo, è portatrice  di rigogliosa vitalità millenaria.</p>
<p style="text-align: center;">Questa qui</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-564" href="http://www.emiliabyfood.it/la-madre-dellaceto-questa-sconosciuta/img_4900/"><img class="aligncenter" title="IMG_4900" src="../wp-content/uploads/IMG_4900-424x318.jpg" alt="IMG_4900" width="424" height="318" /></a></p>
<p>Soggetta a pratiche tipiche a quelle di un neonato tipo: lavaggio, carezze, sostituzione dello strato piu&#8217; vecchio etc &#8230; la madre dell&#8217;aceto è in realtà solo un <strong>veicolo</strong>.</p>
<p>Infatti non vorrei sfatare troppi miti ma a mio modesto parere sarebbe meglio (e talvolta più conveniente), comprendere come la madre, <strong>da sola</strong>, non è certo fondamentale per il nostro caro aceto.</p>
<p>E&#8217; vero che nasce e che vive rigogliosa in quei sostrati (vino o altri fermentati, sidro di mela o di pera) &#8220;acetosi&#8221; MA non è detto che i batteri necessari all&#8217;acetificazione siano attivi e soprattutto che, se spostata in altri lidi, non è per niente detto che funzioni come <em>starter</em> perfetto</p>
<p>E questo per due motivi:</p>
<p>1- gli acetobatteri (i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_acetico">microrganismi</a> che ossidano l&#8217;etanolo in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acetaldeide">acetaldeide</a> e poi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_acetico">acido acetico</a>) sono molto permalosi e rispondono perfettamente ad una delle <a href="http://www.leggidimurphy.it/">leggi di Murphy</a>: se li cerchi non arrivano, se li temi attaccano di sicuro <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Come ha dimostrato anche il <a href="http://www.dipsaa.unimore.it/ita/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=18&amp;Itemid=18">Prof. Giudici</a> del dipartimento di scienze agrarie e degli alimenti dell&#8217; Università di Modena e Reggio Emilia, è difficilissimo (praticamente impossibile) riprodurre culture starter di acetobatteri, nonostante si creino (in laboratorio) le migliori condizioni.</p>
<p>2- la madre non è nient&#8217;altro che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellulosa"><strong>cellulosa</strong></a>. Gli acetobatteri, nel loro instancabile lavoro, la producono probabilmente come &#8220;residuo&#8221; di lavorazione. Si forma a strati, uno sopra l&#8217;altro, sempre alla ricerca dell&#8217;aria, dell&#8217;ossigeno. Gli acetobatteri sono aerobici a più non posso.</p>
<p>Per questo la madre veniva spesso &#8220;rinnovata&#8221; prendendola fuori, &#8220;sfogliandola&#8221; e buttando gli strati vecchi e lavandola con aceto di vino per &#8220;rigenerarla&#8221;.</p>
<p>Ma ciò che la faceva funziononare non era certo la cellulosa di cui era composta, semmai il lavaggio stesso! <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>In più, come ogni veicolo, può portare passeggeri graditi, ma anche Sgraditissimi!</p>
<p>Una prova del fatto che la madre, altro non è che un bel foglio di carta?</p>
<p><a rel="attachment wp-att-560" href="http://www.emiliabyfood.it/la-madre-dellaceto-questa-sconosciuta/img_4902/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-560" title="La madre (essicata) dell'aceto" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/IMG_4902-424x318.jpg" alt="La madre (essicata) dell'aceto" width="424" height="318" /></a></p>
<p>Questa cosa rinsecchita è madre lasciata al sole, e&#8217; scura perche&#8217; ovviamente viene da vino rosso ma se fosse da vino bianco (o da sidro di mela etc&#8230;) e se la tenessimo bella tirata mentre si asciuga, diventerebbe una pergamena <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma allora, se la madre non è utile,  cos&#8217;è necessario utilizzare?</p>
<p>Se proprio poprio, tanto vale prendere un po&#8217; di prodotto (il liquido) in acetificazione, che sia ovviamente sano, giovane e vigoroso (si può testare per vedere se nel tempo l&#8217;acidità è in salita) e semplicemente mescolarlo a quello che si vuole acetificare che dovrà, ovviamente, essere tenuto nelle migliori condizioni possibili ed ideali per l&#8217;acetificazione (caldo e aria).</p>
<p>Negli ultimi tempi l&#8217;attenzione si è spostata più sui <strong>veli</strong> che sulle madri.</p>
<p>Veli, così tanto ricercati nei mosti cotti per il Balsamico, assolutamente difficili da avere, sono comunque un segnale di grande attività.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-568" href="http://www.emiliabyfood.it/la-madre-dellaceto-questa-sconosciuta/img_4897/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-568" title="IMG_4897" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/IMG_4897-424x318.jpg" alt="IMG_4897" width="424" height="318" /></a></p>
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		<title>Video: Affioramento e miscelatura Parmigiano Reggiano</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 10:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come si fa]]></category>
		<category><![CDATA[Formaggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Web tv]]></category>
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		<category><![CDATA[caseificio]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;idea era quella di produrre un video sulla produzione del Parmigiano Reggiano, così abbiamo chiesto al Mastro Casaro Cristian Pederzoli di raccontarci il suo lavoro.
Pensavamo che il protagonista sarebbe stato il Re dei formaggi, ma ci siamo resi conto conto che i veri interpreti sono l&#8217;amore e la dedizione senza i quali il risultato non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea era quella di produrre un <strong>video sulla produzione del Parmigiano Reggiano,</strong> così abbiamo chiesto al Mastro Casaro Cristian Pederzoli di raccontarci il suo lavoro.<br />
Pensavamo che il protagonista sarebbe stato il Re dei formaggi, ma ci siamo resi conto conto che i veri interpreti sono l&#8217;amore e la dedizione senza i quali il risultato non sarebbe possibile.</p>
<p>Non perderti questa <strong>prima puntata</strong> del video.<br />
Le riprese sono state eseguite a Luglio 2009 nella bella location del Caseificio Castellazzo.<br />
L&#8217;intervistatore è Andrea Bezzecchi .</p>
<p><strong>SurbirTV: Affioramento e miscelatura del Parmigiano Reggiano.</strong><br />
<span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UkHL19A8K_A"><img src="http://img.youtube.com/vi/UkHL19A8K_A/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p></p>
<p>LE FASI DI LAVORAZIONE DEL PARMIGIANO REGGIANO</p>
<p>2. AFFIORAMENTO E MISCELATURA</p>
<p>Cristian Pederzoli, Mastro Casaro del Caseificio Castellazzo, di seguito indicato come CP<br />
Intervistatore, di seguito indicato come I.</p>
<p>CP: Il Parmigiano Reggiano è un formaggio semigrasso, perché è composto da due mungiture: una mungitura della sera che passa la notte e viene affiorata , dunque è latte parzialmente scremato in modo naturale, e una mungitura del mattino che viene munto il latte e viene aggiunto subito in caldaia, che è latte intero. E’ chiamato…diciamo, è detto semigrasso proprio perché una delle munte viene fatta affiorare.<br />
Qui vediamo la.. solo la munta del pomeriggio, la munta della sera, questo è latte magro, e passiamo nelle caldaie successive dove è stato aggiunto il latte del mattino per miscelarlo. Adesso questo signore qua sta facendo l’aggiunta.<br />
I: Ti volevo fare una domanda relativamente proprio al latte. Tu riesci a vedere subito se è un latte di buona qualità o no?<br />
CP: Allora, diciamo che la prima verifica che fa il casaro è che quando si sveglia che molla, che molla giù il latte ,che cosa vede: vede che la panna può avere dei requisiti più o meno belli. Ad esempio, noi diciamo che se la panna “la fa…la fa la bosa d’arans”, fa la buccia d’arancio nelle vasche, vuol dire che c’è un… siamo in presenza di un latte non anomalo ma maturo, che ha bisogno, per un risultato buono, di essere trattato in modo diverso.<br />
I : Ho capito. Quindi l’affioramento avviene in queste vasche, vero?<br />
CP: L’affioramento avviene in queste vasche . Naturalmente il locale, durante la notte, viene tutto climatizzato. Si inizia già dal pomeriggio, già  un’ora prima della raccolta del latte si inzia a climatizzare tutto questo… diciamo questo ambiente , dove creiamo la situazione ideale al latte di star bene.<br />
I: Allora , una volta la climatizzazione non c’era, e quindi?<br />
CP: Una volta la climatizzazione non c’era, e quindi…  perché la gente voleva il “verneng”   una volta? Perché il vernengo è un formaggio che veniva prodotto d’inverno e si manteneva più buono.<br />
Il perché…perché il latte era meno acido . D’estate invece, che non c’erano tutte queste maxi- strutture che aiutavano al mantenimento del latte durante la notte, che cosa succedeva? Che il latte , che il latte maturava di più, acidificava di più  e avevamo un formaggio non di scarsa qualità,  però un formaggio di qualità inferiore.</p>
<p>Curiosità? Commenti? <strong>Scrivici.</strong></p>
<p>Stefano</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/affioramento-478x300.jpg"><img title="affioramento-478x300" src="../wp-content/uploads/affioramento-478x300-425x266.jpg" alt="affioramento-478x300" width="425" height="266" /></a></p>
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		<title>Cà de Noci &#8211; un tesoro sul territorio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[cà de noci]]></category>
		<category><![CDATA[foodtripper]]></category>
		<category><![CDATA[lambrusco]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ho passato il pomeriggio di domenica a Cà de Noci, accompagnando quattro signori da Los Angeles in cerca di VERE realtà produttive dell&#8217;Emilia.
Presto il racconto della visita ma, subito, il fatto che sono sempre più convinto che il nostro (assieme a tanti altri sottovalutati turisticamente), sia il territorio del futuro!  
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-334" href="http://www.emiliabyfood.it/ca-de-noci-un-tesoro-sul-territorio/img_4868/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-334" title="IMG_4868" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/IMG_4868-424x318.jpg" alt="IMG_4868" width="424" height="318" /></a></p>
<p>Ho passato il pomeriggio di domenica a <a href="http://cadenoci.it/">Cà de Noci</a>, accompagnando quattro signori da Los Angeles in cerca di VERE realtà produttive dell&#8217;Emilia.</p>
<p>Presto il racconto della visita ma, subito, il fatto che sono sempre più convinto che il nostro (assieme a tanti altri sottovalutati turisticamente), sia il territorio del futuro! <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>La rinascita del Lambrusco</title>
		<link>http://www.emiliabyfood.it/la-rinascita-del-lambrusco/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 10:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[aljano]]></category>
		<category><![CDATA[guida espresso]]></category>
		<category><![CDATA[la piccola]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di questi giorni l&#8217;uscita della guida ai vini dell&#8217;Espresso. Non me ne sarei accorto se La Repubblica non avesse tirato fuori questa perla

E poi sfogliando la Gazzetta di Reggio vado a scoprire il classico paginone annuale in occasione dell&#8217;uscita delle guide

E qui l&#8217;elenco dei vini reggiani presenti sulla guida in questione

Infine due focus su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di questi giorni l&#8217;uscita della <a href="http://temi.repubblica.it/espresso-ristoranti-italia-2009/2008/10/02/vini-ditalia/">guida ai vini dell&#8217;Espresso</a>. Non me ne sarei accorto se La Repubblica non avesse tirato fuori questa perla</p>
<p><a rel="attachment wp-att-323" href="http://www.emiliabyfood.it/la-rinascita-del-lambrusco/repubblicalambru-2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-323" title="repubblicalambru" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/repubblicalambru1-425x142.jpg" alt="repubblicalambru" width="425" height="142" /></a></p>
<p>E poi sfogliando la Gazzetta di Reggio vado a scoprire il classico paginone annuale in occasione dell&#8217;uscita delle guide</p>
<p><a rel="attachment wp-att-320" href="http://www.emiliabyfood.it/la-rinascita-del-lambrusco/gazzetta3/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-320" title="gazzetta3" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/gazzetta3-425x300.jpg" alt="gazzetta3" width="425" height="300" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-320" href="http://www.emiliabyfood.it/la-rinascita-del-lambrusco/gazzetta3/"></a>E qui l&#8217;elenco dei vini reggiani presenti sulla guida in questione</p>
<p><a rel="attachment wp-att-319" href="http://www.emiliabyfood.it/la-rinascita-del-lambrusco/gazzetta2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-319" title="gazzetta2" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/gazzetta2-155x425.jpg" alt="gazzetta2" width="155" height="425" /></a></p>
<p>Infine due focus su aziende di riferimento del territorio. Una che potremmo definire storica e un&#8217;altra più &#8220;giovane&#8221;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-318" href="http://www.emiliabyfood.it/la-rinascita-del-lambrusco/gazzetta1/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-318" title="gazzetta1" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/gazzetta1-425x171.jpg" alt="gazzetta1" width="425" height="171" /></a></p>
<p>Ma non sono solo i quotidiani ad occuparsi di quella che potremmo definire la rinascita del Lambrusco, anche <a href="http://www.intravino.com">Intravino.com</a> (parte del network <a href="http://www.dissapore.com">Dissapore.com</a> , una recente bella sorpresa nel mondo dell&#8217;eno-gastro-gossip in salsa 2.0) <a href="http://www.intravino.com/assaggi/lera-dei-non-lambruschi-ovvero-una-resurrezione/">tramite i polpastrelli di Stefano Caffarri</a>, esce con un post che ritengo leggendario, in particolare su quei vini che nella guida manco ci entrano tanto sono micro, fuori-doc e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Insomma, il Lambrusco sta vivendo un momento d&#8217;oro?</p>
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		<title>E&#8217; tempo di sugo!!</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 14:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come si fa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[mosto]]></category>

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		<description><![CDATA[

E&#8217; tempo di vendemmia, è tempo di uva, mosto, moscerini e sugo!
Chi non si ricorda questo &#8220;budino&#8221; al gusto d&#8217;uva un po&#8217; cotta che si incominciava a mangiare durante le prime sere d&#8217;autunno?
Per chi non l&#8217;avesse mai sentito o per chi lo volesse fare, ecco la ricettina:
- 1 litro di mosto fresco di uva (meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-304" href="http://www.emiliabyfood.it/e-tempo-di-sugo/sugo/"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/sugo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-311 aligncenter" title="sugo" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/sugo1-425x283.jpg" alt="sugo" width="425" height="283" /></a></p>
<p>E&#8217; tempo di vendemmia, è tempo di uva, mosto, moscerini e sugo!</p>
<p>Chi non si ricorda questo &#8220;budino&#8221; al gusto d&#8217;uva un po&#8217; cotta che si incominciava a mangiare durante le prime sere d&#8217;autunno?</p>
<p>Per chi non l&#8217;avesse mai sentito o per chi lo volesse fare, ecco la ricettina:</p>
<p>- 1 litro di mosto fresco di uva (meglio se nera) filtrato</p>
<p>- 200 g di farina</p>
<p>Mettete a bollire il mosto d&#8217;uva, ricordando di schiumarlo almeno all&#8217;inizio. Dopo circa un&#8217;ora, calate la farina poco per volta, seguitando a mescolare con un cucchiaio di legno. Trascorsi pochi minuti, spegnete il fuoco, versate il composto in scodelle o ciotoline e lasciate raffreddare.
</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ricetta tratta da <strong>La cucina dell&#8217;Emilia Romagna</strong> di Alessandro Molinari Pradelli &#8211; Newton &amp; Compton Ed.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/erasugo.jpg"><img class="size-medium wp-image-312 aligncenter" title="erasugo" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/erasugo-425x283.jpg" alt="erasugo" width="425" height="283" /></a><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Live dal Territorio: Piante e animali perduti di Guastalla</title>
		<link>http://www.emiliabyfood.it/live-dal-territorio-piante-e-animali-perduti-di-guastalla/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 09:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[guastalla]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi e domani, a Guastalla, le vie del centro si riempiranno come ogni anno in questo periodo, di migliaia di visitatori.
L&#8217;evento è quello di Piante e animali perduti, rassegna di antiche varietà tradizionali di frutti, fiori, ortaggi, sementi
e razze di animali rurali.
Inoltre c&#8217;è la possibilità di incontrare tanti bei produttori di specialità del territorio, tipicità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi e domani, a Guastalla, le vie del centro si riempiranno come ogni anno in questo periodo, di migliaia di visitatori.</p>
<p>L&#8217;evento è quello di <a href="http://www.pianteeanimali.it">Piante e animali perduti</a>, rassegna di antiche varietà tradizionali di frutti, fiori, ortaggi, sementi<br />
e razze di animali rurali.</p>
<p>Inoltre c&#8217;è la possibilità di incontrare tanti bei produttori di specialità del territorio, tipicità dimenticate, biologiche, completamente artigianali.</p>
<p>Dal programma della manifestazione, gli eventi <em>must</em>:</p>
<p>- <strong>Mustum Ardens, mosto ardente</strong><br />
torneo della mostarda a cura di Guastalla Ambiente<br />
(iscrizioni: 340.4693715)</p>
<p>- <strong>Quarto Raduno Internazionale del Tabarro</strong> (ore 17 piazza Mazzini) semplicemente fantastico! <img src='http://www.emiliabyfood.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>- <strong>Il Re dei formaggi e la sua corte </strong> (ore 21 Palazzo Ducale)</p>
<p>cena della tradizione a cura del Consorzio del <a href="http://www.parmigiano-reggiano.it">Parmigiano Reggiano</a>.</p>
<p>(Prenotazioni: UIT 0522.219812, Uff. Cultura 0522.839757)</p>
<p>DOMENICA:</p>
<p>-<strong> IV° Gara canora fra Galli Italiani</strong> (ore 6 piazza Mazzini) occhio all&#8217;orario, perfettamente coerente!</p>
<p>- <strong><a href="http://www.mielithun.it/newsletter/settembre2009/settembre.html">Mumble Mumble</a></strong> &#8230; che aperitivo! (dalle 18,30 alle 20,30 a Palazzo Gonzaga)</p>
<p><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/logo-mumble-mumble.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-279" title="logo-mumble-mumble" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/logo-mumble-mumble.jpg" alt="logo-mumble-mumble" width="400" height="277" /></a></p>
<p>Ci vediamo a Guastalla!</p>
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		<title>Il Parmigiano Reggiano taroccato a &#8220;Striscia la Notizia&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 14:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe alai]]></category>
		<category><![CDATA[Parmigiano Reggiano]]></category>
		<category><![CDATA[striscia la notizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Striscia La Notizia torna ad occuparsi di gastronomia ma fortunatamente con un piglio più costruttivo ed utile rispetto all&#8217;inchiesta sulla cucina molecolare di qualche mese fa.
Nella puntata di qualche giorno fa gli adetti del  &#8220;Centro Antitarocco&#8221; di Striscia la Notizia ha intervistato Giuseppe Alai, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano,
Qui l&#8217;intervista completa, senza dubbio un bel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Striscia La Notizia torna ad occuparsi di gastronomia ma fortunatamente con un piglio più costruttivo ed utile rispetto all&#8217;<a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/04/lauda20.wmv" target="_blank">inchiesta sulla cucina molecolare</a> di qualche mese fa.</p>
<p>Nella puntata di qualche giorno fa gli adetti del  &#8220;Centro Antitarocco&#8221; di Striscia la Notizia ha intervistato Giuseppe Alai, presidente del <a href="http://www.parmigiano-reggiano.it">Consorzio Parmigiano Reggiano</a>,</p>
<p><a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_09_az23.flv">Qui l&#8217;intervista completa</a>, senza dubbio un bel riassuntino sulle cose da sapere relativamente alla riconoscibilità di un Parmigiano Reggiano autentico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_09_az23.flv" target="_blank"><img class="size-full wp-image-262 aligncenter" title="striscia la notizia" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/striscia-la-notizia.jpg" alt="striscia la notizia" width="274" height="206" /></a></p>
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		<title>Anteprima di Emiliabyfood.it</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 07:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[coming soon]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa di partire con il Blog, ecco qualche foto di backstage.
Stalla

Vasca del burro

Affioramento e miscelatura del Parmigiano Reggiano

Stay Tuned.
Stefano
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di partire con il Blog, ecco qualche foto di backstage.</p>
<p>Stalla<br />
<a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/backstage-stalla.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-240" title="backstage-stalla" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/backstage-stalla-425x318.jpg" alt="backstage-stalla" width="425" height="318" /></a></p>
<p>Vasca del burro<br />
<a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/vascadelburro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-241" title="vascadelburro" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/vascadelburro-425x332.jpg" alt="vascadelburro" width="425" height="332" /></a></p>
<p>Affioramento e miscelatura del Parmigiano Reggiano<br />
<a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/affioramento-miscelatura.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-242" title="affioramento-miscelatura" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/affioramento-miscelatura-425x318.jpg" alt="affioramento-miscelatura" width="425" height="318" /></a></p>
<p>Stay Tuned.</p>
<p>Stefano</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Coming soon.. Emiliabyfood.it</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 13:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[coming soon]]></category>

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		<description><![CDATA[EMILIABYFOOD.IT  racconta gli attori della filiera enogastromica emiliana, nasce dalla passione per il cibo tradizionale, per il territorio e le persone che lo rendono possibile.
Contenuti, Video, Interviste, racconti, ricette e altro ancora..
Stay Tuned!
Stefano

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>EMILIABYFOOD.IT  racconta gli attori della filiera enogastromica emiliana</strong>, nasce dalla passione per il cibo tradizionale, per il territorio e le persone che lo rendono possibile.</p>
<p>Contenuti, Video, Interviste, racconti, ricette e altro ancora..</p>
<p>Stay Tuned!<br />
Stefano</p>
<p><a href="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/slide2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-234" title="slide2" src="http://www.emiliabyfood.it/wp-content/uploads/slide2-425x266.jpg" alt="slide2" width="425" height="266" /></a></p>
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